A Christmas story

Domenica 27 apparentemente ha un effetto molto più devastante del tradizionale venerdì 17, almeno sulla sottoscritta.

Non solo mi sveglio tardi e mi perdo la corsa mattutina con un mio amico, non solo all’alba delle 9 di sera Nick si rende conto di esseresi dimenticato una cosa da fare al lavoro e mi trascina al lavoro alle 10, non solo nella corsa alla macchina per andare al lavoro perdo il telefono – per fortuna un’anima pia lo ha trovato e riportato al bar da cui eravamo appena usciti – non solo. Nel pomeriggio, durante una passeggiata su un sentiero dello Sleeping Giant State Park, gli occhioni dolci che vedete nella foto, di nome Maggie, hanno deciso di scappare, forse di rincorrere qualche animale nel bosco, e di non tornare indietro.
Due ore e mezza di ricerca nei boschi del parco, al buio, solo con una torcia e la luce dei nostri telefoni, sotto la pioggia. E tra la paura di incontrare qualche orso o coyote e la paura di aver perso per sempre quegli occhioni dolci, arriva una telefonata. Maggie era tornata al parcheggio, a circa 3 km da dove mi aveva lasciato e aspettava vicino alla nostra macchina.

Un lieto fine dopo una brutta avventura che è diventata la nostra storia di Natale.
maggie

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