Il gelo, il Carnevale e l’utumana

freezingweekend
Il week end più freddo dell’anno. Qui la tradizione dei giorni della merla non vale, il freddo si sta facendo sentire in questi giorni con un picco in questo weekend, con delle minime previste sui 0°F, ossia circa -20°C. Probabilmente saranno temperature che si raggiungeranno solo di notte, ma vista l’aria gelida che tira comunque, questo weekend di Carnevale lo passeremo in casa. Carnevale non è mai stata tra le mie feste preferite,nemmeno quando ero bambina. Anzi, forse ho iniziato ad apprezzarla di più crescendo, con qualche festa in maschera tra amici, costruendo i carri e i costumi per i ragazzi in oratorio, ma niente di più. Per questo motivo, non sento alcuna grande nostalgia del Carnevale qui in America, dove questo fine settimane le uniche cose che si festeggiano sono Lincoln’s Birthday,  San Valentino e Presidents Day (..). In compenso, ho ripescato il tema del Carnevale per alcune lezioni di italiano sia con studenti adulti sia con bambini, e ho scoperto un paio di cose interessanti.

Era già noto che parlare di “carnival” in inglese ci rimanda ad un immaginario ben diverso, a meno che ci si riferisca direttamente al carnevale di Venezia o di Rio. Carnival in inglese si riferisce generalmente al nostro concetto di giostre e di luna park. Parlando però di carnevale italiano insieme ai miei studenti, ho sentito parlare per la prima volta di “Mardi Gras”. Questo nome, di evidente derivazione francese, è utilizzato soprattutto per una famosa festa che si svolge per le strade di New Orleans, in concomitanza con il Carnevale romano. Forse quanto di più simile al nostro concetto di carnevale esiste in questo Paese, ossia una festa colorata e mascherata che precede l’inizio della Quaresima.

mardigras

Questo freddo weekend, quindi, lo passerò prevalentemente sul divano, parola che ha rivelato una chicca di linguistica a me sconosciuta. A detta di uno dei miei studenti e confermato dal Webster Dictionary of English Language, la lingua inglese prevede il vocabolo “divan”, usato per indicare un divano senza schienale, quello che noi indicheremmo col francesismo “chaise longue”. Ma “divan” indica anche “the privy council of the Ottoman Empire” (www.merriam-webster.com/dictionary/divan), ossia il consiglio privato dell’Impero Ottomano. E questo, amici brianzoli, non vi fa venire in mente il dialettale termine “utumana” utilizzato nel milanese e nel comasco per definire un divano? Mia nonna lo italianizza addirittura parlando dell’ottomana.  Ebbene, per chiudere il cerchio, ecco che vengo informata dell’esistenza di un altro vocabolo della lingua inglese, ossia “the ottoman”, questa volta riferito non al divano, ma al più piccolo pouf.

Dopo questa intricata e assolutamente ascientifica ricerca glottologica che ha dato un senso al mio venerdì, mi sono fatta due risate con questo ironico post intitolato Winter Diary . Diciamo che riassume in breve i pensieri di un nuovo arrivato nel Connecticut e del suo impatto con l’inverno del New England. Buona lettura e buon weekend!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *