Che fretta c’era…

spring

C’é una legge del mercato per cui alcuni beni assumono un valore notevole in alcuni luoghi, mentre sono considerati economici in altri. Come ordinare un espresso in piazza San Marco o all’Autogrill, o acquistare quella lattina di Coca-Cola ghiacciata in un rifugio sperduto sulle Alpi, o comprarla all`Esselunga.  Oppure come richiedere una ceretta negli Stati Uniti e in Italia. Vuoi perche’ qui le estetiste devono arrivare fino al PhD, o vuoi perche’ i peli americani vengono strappati a peso d’oro. Sta di fatto che se ti trovi da questa parte dell’oceano e ti serve una ceretta, preparati a spendere come minimo $35 per un inguine – $50 se integrale – $40 per una mezza gamba e circa $20 per le ascelle.

Tutto questo ha fatto si’ che i miei dubbi sulle forse troppo alte tariffe orarie che chiedo ai miei studenti di italiano scomparissero in quattro e quattr’otto. Il mio metro di giudizio sono ormai i prezzi per la depilazione: in mezz’ora di lavoro l’estetista si prende circa 50$ (non dimenticatevi che oltre alla tariffa imposta e alle tasse, dovete calcolare anche la mancia, che non puo’ essere inferiore al 15% del totale). Detto questo, io mi organizzo di conseguenza.

E poi, la “maledetta” e’ arrivata anche quest’anno, e anche volendo, dalla cera bollente bisogna passarci. Il rasoio se lo possono tenere.

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