Come una volta

Da poco piu’ di un mese passo davanti ad una fattoria quasi tutti i giorni. Cioe’, in realta’ non passo davanti solo a una fattoria, ma questa e’ quella piu’ facilmente visibile dalla strada, e’quella piu’ vicina a casa sul tragitto ed e’quella con dei cartelli esposti interessanti: Honey,eggs, maple syrup, jam.

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Cosi’ un giorno dopo il lavoro decido di fermarmi e di provare a comprare le uova da questa fattoria. La casa dove abitano i proprietari e’ illuminata ma chiusa, e i cartelli indicano una cascina in fondo al vialetto. Entro. Non c’ e’ nessuno, a parte le decine di rondini che in quella cascina hanno costruito i loro nidi e fanno un casino infernale.
Mi guardo intorno, aspettandomi di vedere arrivare qualcuno. Niente.
Poi noto il frigorifero nell’angolo, con un listino dei prezzi scritto a mano e appiccicato con lo scotch. E accanto, sul tavolo, una scatola con un biglietto: “Scegliete quello che volete e lasciate i soldi nella scatola. Grazie.” Mi sono quasi intenerita; questo atteggiamento lo avevo trovato solo in qualche rifugio alpino e lungo il cammino di Santiago.

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Qualche giorno dopo sono tornata per comprare del letame per l’orto (mo’ ci siamo messi pure a fare l’orto, scommetto che tra 3 mesi sara’ tutto morto). Una sciura molto mascolina, capelli lunghi grigi raccolti in una treccia, ha manovrato la piccola scavatrice per caricare tutto sul nostro pick up. Non ho mai guardato “La casa nella prateria”, ma scommetto che era proprio cosi’, ma senza l’autostrada e Walmart a pochi kilomentri.

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