La stagioni passano, gli amici restano, i bambini crescono

20161226_173234Probabilmente è il segno della vecchiaia che avanza o della simiglianza crescente tra me e mia nonna. Sta di fatto che ora che la distanza da casa è notevole e duratura nel tempo, ho trovato un metro naturale per misurare il passare del tempo.

Queste vacanze di Natale, la mia terza visita in Italia da quando mi sono trasferita, ho conosciuto Elisa, nata solo 7 giorni prima, e Olivia che oggi ha 3 mesi e dorme sempre. Poi ho incontrato Riccardino, che ha 4 mesi e sorride sempre, Lorenzo, che di mesi ne ha 15 e che ricordavo solo quando era ancora dentro la pancia della sua mamma. Ho rivisto Annalisa e Filippo, che di anni ne hanno 7 e 5 e che ora parlano tantissimo, non come quando erano al nido.  Ho passato del tempo con Chiara,  che di anni ne ha 6 e va già a scuola, con Riccardo di 7 anni che io continuo a ricordare come uno scricciolino al suo Battesimo. Poi ho rivisto Edoardo, che è cresciuto e oggi ha 9 anni e Tommaso che dai suoi 11 anni mi guarda già dall’alto in basso e mi fa pensare che l’infanzia dura veramente troppo poco. E come dimenticare Giulia, che ho solo salutato mentre ancora si sta facendo bella dentro la pancia della sua mamma.

Io mi sino ritrovata una bambina cresciuta, impacchettando in valigia scatole di Ciobar (ora disponibile anche fondente) da portare qui in Connecticut. Al diavolo la Swiss Miss o qualsiasi altro preparato per la hot cocoa: come il Ciobar non ce n’è,  quindi io faccio le scorte per l’inverno che qui in pratica è appena cominciato.

Bambini in arrivo, bambini arrivati che alla mia visita precedente ancora non esistevano, bambini cresciuto, bambini già preadolescenti. E questo è diventato il mio metro del tempo.

Perché le stagioni passano, gli amici restano e i bambini crescono.

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