L’era glaciale

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Sono circa 3 mesi che non pubblico niente. Il blog e’ andato in stand-by, o meglio in letargo, non appena e’ sopraggiunto l’inverno. In fondo sono appena trascorsi i due mesi piu’ inutili dell’anno, non vi meraviglierete che non avevo granche’ da raccontare.
Scherzi a parte, il ritmo al lavoro si e’ intensificato, sono stati dei mesi davvero pazzi e le cose adesso non sono granche’ cambiate. Eppure, il pensiero di aggiornare questo mia diario di viaggio virtuale e’ rimasto un chiodo fisso, e finalmente ho trovato del tempo e un buon motivo per scrivere.
Questo weekend si chiude ufficialmente questa stagione orribile, e si puo’ festeggiare l’arrivo della primavera.
Certo, forse da voi in Italia. Qui apri la finestra, guardi le previsioni e pare di essere ancora immersi nel mese di gennaio: temperature sotto o vicine allo zero e neve, tanta, troppa neve. La credo terza northestaer’ snowstorm e’ arrivata lo scorso martedi’. Nulla di tragico, qui e’ nella norma e nessuno si sorprende. Se non fosse che altra neve dovrebbe cadere questa domenica. Quando finira’ questo lungo inverno e soprattutto quando si sciogliera’ tutta questa neve ghiacciata?20170209_090828_001

Mi fa sempre sorridere il pensiero che le misure di sicurezza prese qui per una bufera siano simili a quelle che prende il comune di Roma in caso di forte pioggia!
Qui i gradi di pericolo sono ben noti a tutti: si parte de uno state of alert, si puo’ aggiungere una parking ban, un travel ban fino ad arrivare allo state of emergency. Le scuole annunciano “snow day” sui loro siti internet e a raffica appaiono in sovraimpressione su tutti i canali tv di notizie i nomi delle citta’ che hanno preannunciato la chiusura delle scuole, raffiche di email raggiungono le famiglie e sul calendario si va ad aggiungere un giorno in piu’ di scuola a giugno. Per me che lavoro in universita’ funziona in maniera simile: quando la decisione finale e’ presa dall’universita’, la sezione Public Safety annuncia via email, telefono e sms con richiesta di conferma lettura la chiusura del campus e la sospensione delle lezioni per maltempo.

In fondo questi snow day sono piacevoli: a parte spaccarti la schiena spalando la neve di tanto in tanto, non puoi fare altro che restare in casa, accendere il camino, guardare Netflix, cucinare un sacco di cose che col tempo normalmente a disposizione non puoi preparare e sonnecchiare. Il rischio e’ quello di abituarsi al clima e a questo stile di vita.

Fortunatamente il calendario mi ricorda che la primavera e’ ormai alle porte. Ed ecco che di snowday, non ne voglio proprio piu’ sapere.

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