Ho scoperto l’acqua calda e sono contenta

“Grigliata?” È stata la fatidica domanda per un sacco di anni. Specialmente se Pasqua cadeva alta e si avvicinava al ponte del 25 aprile.

Da un paio di anni invece le cose sono cambiate. Pasquetta non esiste, a meno che tu non sia uno studente in una scuola o universita’ cattolica negli Stati Uniti. Per tutti gli altri e’ un giorno lavorativo. E va anche bene cosi’ quest’anno visto che stamattina Pasquetta ci ha sorpresi con una bella nevicata e 5cm di neve per terra.

Le 6 settimane di Quaresima quest’anno le ho passate educandomi a fare miglior uso del mio tempo. Piu’ precisamente le ho passate forzandomi di non aprire per nessun motivo la app di Facebook e di Instagram dal mio telefono. In realta’ il fioretto e’ iniziato con “non apriro’ nessuna delle due app quando rietrero’ a casa dal lavoro”. Sfida accettata, ma fin troppo semplice. Alla fine, in qualunque momento al lavoro, sull’autobus, in palestra o per strada durante il giorno eccomi li’ col collo teso verso il basso, il pollice che scivola sullo schermo del mio smartphone e la testa partita per questo mondo virtuale.  Sottovalutando il potere rincoglionitivo che i due social media appena citati esercitano su di me, ho deciso di raddoppiare la posta in gioco e ho bandito le due app per tutto il giorno, fino a Pasqua. Non avete idea della fatica che ho fatto nelle prime due settimane. “Cosa faccio mentre aspetto la navetta, mentre sono in pausa al lavoro o sul divano la sera se non c’e’ niente in tv?”

Al diavolo, invece. Mi sa che la regola del niente Instagram e Facebook a casa la sera me la stampo in fronte e la porto avanti tutto l’anno. He letto molti piu’ libri, piu’ notizie da siti di informazione spero ancora affidabili, parlato di piu’ con le persone attorno a me e riso dei rincoglioniti attorno col collo teso verso il basso, catturati da un flusso continuo di foto e pubblicita’ senza un perche’.

Non sto demonizzando niente e nessuno, Instagram mi piace ancora per via delle poche foto belle che qualcuno ancora pubblica (non le mie, perche’ le mie sono fatte tutte dal telefono e modificate con banali filtri Instagram). Facebook lo uso sempre meno, piu’ che altro e’ un canale dove mettere RSVP a certi eventi e dove trovare colleghi e gruppi professionali di notizie e opinioni del mio settore.
Pero’ ho scoperto l’acqua calda e sono contenta di averlo fatto.
Sono molto piu’ social quando dai social ci esco. E se ho voglia di leggere, leggo dei contenuti. Se ho voglia di parlare, scrivo un messaggio o chiamo una persona cara, se sono stanca, chiudo gli occhi e vado a letto e se sono annoiata esco a correre, o cucino, o propongo qualcosa da fare.
Alla fine, i momenti che volevo condividere li ho condivisi direttamente con le persone che volevo, e quelle che volevano avere mie notizie, mi hanno scritto oppure chiamato.

Ora di Pasqua, di Facebook non me ne fregava altamente. Instagram l’ho riaperto e dopo 2 minuti di occhi incollati a profili che scorrevano e di cui non me ne fregava niente, l’ho chiuso. Un periodo detox mi ha fatto decisamente bene.
Poi pero’ ieri sera ho guardato “The Greatest Showman” (fighissimo), e finito il film Instagram l’ho riaperto subito, per farmi i fatti di Zac Efron e di Hugh Jackman.

(se il collo non lo tieni teso verso il basso riempiendoti la vita con quella degli altri, puo’ anche capitarti di vedere una famiglia di 4 cerbiatti nel bosco dietro casa, di cucinare un brutto ma buonissimo “banana bread” o di incontrare una persona che lavora con una coperativa di ragazze in Uganda e comprare degli oggetti in pelle favolosi).

 

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