In America non suonano le campane


Quando ritorno in Italia, e forse altri expats mi daranno ragione, ho sempre quel senso di fastidio, appena scesa dall’aereo, di sentire parlare solo italiano attorno a me. Tutto mi sembra rientrare in quelle dimensioni, quegli standard che mi rimandano ad una vita precedente. Eppure quando riparto dopo aver passato dei bei giorni a casa, sono allo stesso modo infastidita quando sono attorniata da americano, coi loro modi, il loro abbigliamento, la loro lingua.

Cos’è quella cosa che ci fa chiamare un posto casa e che ci fa avere nostalgia? La risposta non ce l’ho, però posso azzardare che non solo le persone, ma anche i suoni, le abitudini, le tradizioni.. Per esempio, la mia madleine un paio di settimane fa è stato il rintocco delle campane che suonavano mezzogiorno che ho sentito appena arrivata nella mia città natale. In America le campane non suonano. Le senti solo alla fine di una messa, o per funerali e forse matrimoni. Ma altrimenti non suonano mai le campane.

Così come in America non si sente il profumo di dolci appena sfornati la mattina, che mi fa impazzire quando sono in Italia. E nemmeno si ordina la pizza per sè stessi quando si esce a mangiare o si ordina d’asporto, a meno che non si precisi che si sta ordinando una small size: la pizza altrimenti si ordina da condividere, mettendola al centro del tavolo, considerate le dimensioni.

Però in Italia non suonano le bande di tutti i licei (anche perchè di bande esistono solo quelle municipali) in occasione di Memorial Day. Non sfilano tutti gli ex e gli attuali combattenti mentre il pubblico sventola bandierine a stelle e strisce. C’è un non so di divertente in tutto ciò, che mi fa sorridere e pensare “che americanata”. E un non so che da mettermi addosso l’invidia per questo patriottismo che, a prescindere da che parte stai, qui fa sentire tutti a casa.

 

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